Sul palco con Mauro Sabbione i segreti del 'Tango'

dei Matia Bazar.

TANGO nel fango di Rabelais - tour 2016 - Antonella Nesi.
 
Sul palco con Mauro Sabbione i segreti del 'Tango' dei Matia Bazar

Mauro Sabbione sul palco a Parma, tra le drag queen Ape Regina e Tina

Da un incredibile no a Fellini alla censura su 'Palestina'. La storia e la musica di 'Tango', l’album dei Matia Bazar vero capolavoro technopop della musica italiana, vengono portate in scena in maniera completamente inedita da Mauro Sabbione, che della band è stato tastierista dal 1981 al 1984, caratterizzando da musicista e da compositore proprio il periodo elettronico del gruppo in cui nacquero anche gli album 'Berlino, Parigi, Londra' e 'Aristocratica'. "Ho voluto mettere in scena 'Tango', con tutti i fermenti non solo musicali di quel periodo", spiega Sabbione che suona l’intero concerto con gli occhiali che disegnò per lui in quegli anni l’archistar e designer Alessandro Mendini, allora ancora poco noto. Sabbione ha riletto ogni brano di 'Tango' in un concerto per piano solo con variazioni agogiche: così si susseguono l’allegro 'Elettrochoc', l’andante moderato 'I bambini di poi', il prestissimo 'Il video sono io', il largo 'Scacco un po’ matto' e naturalmente il celeberrimo 'Vacanze Romane', il brano con cui i Matia vinsero il Premio della Critica nel Sanremo del 1983 e che fu il singolo che anticipò l’album.

Riproposti senza suoni elettronici e senza cantante, i brani musicali vengono invece accompagnati da un video, realizzato dallo stesso Sabbione, in cui scorrono immagini dell'epoca (in alcuni casi salvate solo dalle registrazioni dei suoi familiari "giacché -sottolinea- la Rai ha purtroppo perso moltissimi nastri di quegli anni"), accompagnate ora dai testi dei brani ora dal racconto di gustosi e sorprendenti aneddoti e retroscena. Come quello di Fellini che avrebbe voluto 'Vacanze Romane' per la colonna sonora di 'E la nave va' ma gli venne opposto un diniego dai manager dei Matia Bazar dell'epoca, o le trattative e poi la censura sul brano 'Palestina' che inizialmente sarebbe dovuto andare a Sanremo al posto di 'Vacanze Romane'. Nel concerto c'è spazio anche per alcuni brani, in alcuni casi inediti, che furono partoriti nel periodo di 'Tango' ma non entrarono nell'Lp.

Fra questi ultimi 'Il treno blu' (musiche di Sabbione e testi di Aldo Stellita), le cui parole rilette in questi giorni gelano il sangue: "Parigi stasera é più grande che mai/e gli occhi d'Europa puntati su lei/L'autunno é diverso a la gare de Lyon/c’è nebbia c’è ansia/c’è chi parte chi non (…) Facce losche sui tetti alla barriera di Ungheria/dal treno in corsa un uomo salta giù
e scappa via/Avventurieri con l'acqua alla gola/e l'espresso d'oriente/con forza ci porterà/all'alba sulla bianca moschea/dal nero della sua riva…”, recita il brano, uscito nel 1982 solo in Giappone. Sabbione spiega all’Adnkronos il perché di quella che, letta dopo gli attentati di Parigi, sembra una premonizione: "Durante la guerra fredda erano in molti a pensare che Parigi o un’altra capitale europea potesse essere investita da un'esplosione termonucleare... Questi timori e le notizie di qualcuno che lasciava l’Europa per paura generarono in Aldo Stellita le sensazioni che diedero vita a questo brano e che sono simili a quelle che viviamo in questi giorni. Per questo è di agghiacciante attualità".

Per la sua valenza di spaccato di un'epoca (con gli anni '80 che vengono fuori non solo dal punto di vista musicale e politico ma anche estetico, dalla moda all'architettura), Sabbione sta portando questo spettacolo non solo in location convenzionali come sale da concerto o teatri ma anche in istituti di design, scuole di moda, e altre sedi 'improprie'. Particolarmente riuscita ed applaudita anche la tappa di ieri sera al Ratafià di Parma, dove Sabbione è stato introdotto dalle drag queen Ape Regina (al secolo Aldo Piazza, noto al grande pubblico anche per la sua imitazione di Mara Maionchi al ‘Chiambretti Night’) e Tina: la prima fasciata in un abito copia di quello indossato da una modella sulla copertina di ‘Aristocratica’, la seconda impegnata in una danza-playback sulle note della versione originale di ’Vacanze Romane’, cantata da Antonella Ruggiero.

Antonella Nesi