Tango - Matia Bazar
Sotto questo marchio a tutt'oggi si riconoscono diverse formazioni e ben quattro voci soliste. Tuttavia la quintessenza di questo gruppo di origine genovese è racchiusa nel corso artistico degli anni 80. Una trilogia che inizia con "Berlino Parigi Londra" e finisce con "Aristocrtica" si completa con questo "Tango" che è tutt'altro che una fuga nei balli sudamericani. Le nuove avanguardie elettroniche si sposano a un gusto retrò che rimanda alla cultura mitteleuropea, dove testi evocativi, densi di rimandi e incastonati impeccabilmente nella metrica, conferiscono un'aura di sacrale eleganza, al passo coi tempi ma senza il gusto di stupire ad ogni costo. "Vacanze romane", che avrebbe meritato di vincere Sanremo di quell'anno è solo un aperitivo. La voce di Matia alias Antonella Ruggiero, ben supportata da quella di Carlo Marrale, dalle tastiere di Mauro Sabbione, dal basso di Aldo Stellita e dai ritmi di Giancarlo Golzi, passa con la disinvoltura di una regia televisiva dalla dolce vita romana alla "Palestina" che gronda sangue, da personaggi ombratili e indefiniti a figure del nostro quotidiano, senza dimenticare l'ironia e lo sberleffo programmatico da "Elettrochoc" (con la partecipazione di Jannacci che dice solo due parole ma basta la presenza!) alla strepitosa "Tango nel fango", che prende di mira una situazione intima e la colora di divertite rime tronche. Il ludolinguismo infatti la fa spesso da padrone, come in "Intellighenzia" o nella bergmaniana "Scacco un po' matto", senza dimenticare tematiche esistenziali (la struggente ma speranzosa "I bambini di poi" che chiude l'album) e il segno dei tempi, di cui tutto il disco è pregno, con la punta massima ne "Il video sono io", canzone avanti di almeno dieci anni. Negli anni 80 che già flirtavano con la British Invasion, c'era davvero bisogno di un pop italiano come questo.

Voto (da 1 a 5) 5

Segnalato da: Mario Bonatti di Hit Parade Italia