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1 giugno 2006
Genova. E
dove poteva in scena andare uno spettacolo che
s'intitola Camalli, Storie vissute e
narrate dalle genti del porto di Genova, se non
alla Sala Chiamata? Infatti, dopo le anteprime dal
sapore sperimentale cui abbiamo assistito lo scorso
anno al Teatro delgi Zingari della Comunità di san
Benedetto, il testo scritto da Elio Rosati e
Amanzio Pezzolo, con le musiche di
Mauro Sabbione, verrà proposto nel luogo dove
sono nate le sue storie: al porto. Sabato 3
giugno - alle ore 21.15 - la prima nazionale a
invito; poi tre repliche aperte a tutti, martedì 6,
mercoledì 7 e giovedì 8 giugno alla stessa ora.
Camalli mette in scena storie di porto e di
portuali. Ci sono aneddoti e personaggi a non finire
da raccontare: è un pezzo di storia di Genova,
d'Italia e del mondo. I testi sono fluidi, possono
cambiare da una volta all'altra, le scene minimali,
leggere. Ma la cosa fondamentale è il racconto: come
quello del pensionato che lascia tutti i risparmi
alla Compagnia Unica in forte crisi, o quello di
una nave con circa cinquemila tonnellate di aiuti
per la popolazione vietnamita, ai tempi della
guerra. «È uno spettacolo di parte - dice Pezzolo,
per anni viceconsole della Compagnia - oggi c'è già
troppa imparzialità in giro, forse un po' falsa».
Lui, portuale che si è inventato attore,
un'esperienza d'intrattenimento l'aveva già fatta:
«non ho mai recitato sul palco ma ho fatto circa
cinquecento assemblee», dice.
Vinci
sottolinea le
critiche favorevoli all'epoca delle anteprime.
«Una giornalista di una delle più note riviste
spagnole di teatro - Primer acto - ha scritto
che
Camalli è un ottimo esempio di teatro civico e
popolare». Mauro Sabbione rincara:
«secondo me lo spettacolo che può essere portato in
tutte le città portuali del mondo». Così lontano può
arrivare il suo messaggio.
È lo stesso
Sabbione a rivelare uno sgambetto ricevuto di
recente da un noto concittadino. « Maurizio
Crozza, ha utilizzato nella sua trasmissione su
La7 una mia versione dell'Internazionale -
pubblicata nel disco
Gramsci Bar (Mei, 2003), prodotto da Valerio
Peretti di Striscia la notizia - che noi
utilizzavamo in Camalli. Sono cose che non si
fanno senza chiedere almeno il diritto di utilizzo»,
dice. Gli autori sono stati costretti a cambiare
scaletta: «per non rischiare di fare quelli che
copiano», dice Vinci. Poco male, Pezzolo si è
persino cimentato nella registrazione di un brano
rap:
scarica le merci, non scioperare dice. È ironia,
ovviamente. |