MAURO SABBIONE & UN PIANOFORTE
Nei Matia Bazar, Mauro è entrato nel 1981 con l’irruente passione del musicista di razza, che non si accontenta di occupare la seggiola del tastierista di una band famosa giusto per sbarcare il lunario (con quel background tecnico lo troveremmo ancora là, statene certi), ma che arriva per lasciare il segno. E che se ne va dopo due soli album, perché le logiche del successo da gestire e conservare gli appaiono troppo preponderanti sul resto. Ci sono cose più importanti della popolarità e hanno a che vedere con la libertà espressiva, e con nuove vie da percorrere, magari lontane dalle classifiche di vendita, ma sempre e comunque vicine alla pulsione creativa dell’artista vero. Un istinto sempre assecondato da un entusiasmo che lo ha dapprima portato a stravolgere il sound tradizionale dei Matia, quindi ad aprire nuovi cantieri nel pop d’avanguardia con i Melodrama, ai tour “politici” da Gramsci a Guevara, da Pesce alla Resistenza e infine condotto nell’habitat della rappresentazione teatrale, non ultimo Leo Bassi. Il tutto passando attraverso una non secondaria esperienza coi Litfiba. Ma tutto ciò che Mauro “suona” ha l’aspetto gentile del ricordo che si stampa indelebile nella memoria e ti fa sembrare i riferimenti progettuali un indice letterario: dal conservatorio alla musica d’improvvisazione, un concerto che crea una ragnatela di brani dei suoi numerosi lavori.

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Foto by Zoe Dalhert, Berlin 2009.
Foto sfondo by Paola Neri.