MOTORSHOW BOLOGNA (I)  1990/91                          

 


Un vero entertaintmen

Nel 1990 e 91 Leo mi invitò al Motorshow di Bologna, la nota kermesse motoristica, per creare un evento particolare. Leo nei mitici anni 80 viveva a Milano, nella Milano da bere, ed era stato chiamato dalla agenzia promo che curava gli interessi della multinazionale Phillip Morris, quella delle sigarette!, per “fare lo scemo” nelle discoteche.

Era perfetto, vestito da manager in giacca e cravatta, a coordinare stuoli di figuranti, mentre le marche Marlboro e Chesterfield, vendevano il loro carico di nicotina.

Negli anni successivi io e Leo abbiamo parlato molto di quegli eventi; combattendo attualmente tutto ciò che è globalizzato e naturalmente le multinazionali, ma a parte l’aspetto etico, è stata una palestra di vita e spettacolo estremamente importante. 

E’ in quegli anni che è nata la mia figura teatrale di body gard accanto a Leo manager, e il rapporto con il pubblico delle discoteche-scannatoi, terribili come ora, è servito ad attraversare con grande esperienza progettuale di spettacolo gli anni 80/90.

L’organizzazione era curata dalla Intermedia di Torino diretta da Francesco Carboncini ex arci e da Giulio Muttoni già direttori della mitica discoteca Big Nephenta a Torino. Ricordo che la Marlboro era ed è lo sponsor principale della Ferrari, mentre la Chesterfield quello della Yamaha moto.

 

 

 

 

Inutile ricordare che Leo, nel rispetto dello sponsor, aveva carta bianca per tutti gli eventi, ma come coordinare eventi all’interno di una kermesse così particolare? La grande idea fu quella di realizzare una attrazione nel padiglione, mi spiego meglio: la Chesterfield aveva bisogno di collegare l’immagine sigaretta/donna/colore bianco con qualcosa di meno aggressivo che il rapporto Marlboro/macho/colore rosso e Leo non so come riuscì a convincere tutti con la danza del ventre! Venne costruito un’enorme struttura palco che ricordava un tempio egizio.

Il palco era alto tre metri! A sinistra un’enorme portale dorato, e a destra una scala alla cui sommità c’era uno spazio per me e per i miei strumenti. Alla base del palco le 5/6 ragazze con il bancone tipo hostess che regalavano gadget vari. Lo spettacolo veniva ripetuto 4/5 volte al dì, soprattutto quando veniva un responsabile Phillips Morris!  

Io avevo preparato tutto ciò che musicalmente l’iconografia egizia mi ispirava, grandi trombe, timpani, cori epici, percussioni etniche e naturalmente la musica per la danza del ventre. Leo in quegli anni viveva a Milano nella zona culturale interetnica e gli fu facile trovare tre danzatrici belle e brave di una scuola milanese, delle quali non ricordo il nome.

Lo show iniziava con grande richiamo di trombe e luci, a tal punto che tutta l’attività del padiglione veniva bloccata con grave disappunto degli stand adiacenti, ma il successo fu tale che alla fine della fiera avevamo anche 10.000 persone.

Lo show iniziava con grande richiamo di trombe e luci, a tal punto che tutta l’attività del padiglione veniva bloccata con grave disappunto degli stand adiacenti, ma il successo fu tale che alla fine della fiera avevamo anche 10.000 persone.

...“ Leo esce vestito da dirigente Marlboro in giacca e cravatta ed inizia un gustoso sopralluogo per certificare se tutto è a posto. Io lo seguo e da assistente notando con apprensione che una piccola volpe finta è appesa sopra lo stand/palco. Con una scala di corda cerchiamo di recuperarla tra mille difficoltà ed ovviamente questo attira un sacco di persone curiose…”

La genialità di Leo è nel presentare ironicamente e sbeffeggiare il mondo degli sponsor, che non sono per niente ironici, e che impongono il raggiungimento dello scopo finale: vendere il prodotto.

...“Ad un certo punto, dopo aver presentato le moto Yamaha per deserto, i caschi e gadget varie, annuncia la prima grande regina del deserto come bellissima araba. Io suono ed esce una danzatrice seminuda accolta da un boato dei giovani! Dopo la seconda ancora più bella e bionda Leo annuncia la terza danzatrice come la nuda bellissima regina egizia scesa per deliziare noi umani lanciando un terrificante urlo nel microfono che rimarrà nella storia del Motorshow 1990: …AIDAAAAA...  

A quel punto si aprono le porte con frastuono biblico, trombe angeli cori e fumi, mentre esce una cicciona spaventosa di 180 chili che balla e schiaccia Leo con smorfie disumane. L’ilarità è alle stelle le risate si sprecano il successo garantito, le magliette e i cappellini volano nel pubblico”...

Una giorno una maglietta imbustata spettinò il boss americano della Morris circondato da gorilla che era nel pubblico per vedere lo show. Ci guardammo sconfortati… lui alzò la mani nel segno della victory. Da quel giorno, se ce n’era bisogno Leo Bassi entrò nell’immaginario del popolo disco motoristico per sempre.

Mentre tornavamo verso la nebbia milanese pensai che Leo era riuscito a riportare indietro nel tempo il Motorshow, al tempo degli Holer Togni, del circo, degli stuntmem, della follia, della scemenza, e questo lo pensava anche il patron della fiera.

L'anno successivo avevamo cartabianca, ma Leo si limitò a costruire tantissimi siparietti dei suoi grandi numeri, che ebbero tantissimo successo. Per il resto fu meraviglioso conoscere tutti i grandi campioni dei motori, che venivano ovviamente allo stand Marlboro, Prost, Lauda, Alesi, Nannini e soprattutto Ayrton Senna grande ed umano personaggio. 

Durante quel motorshow scomparve Freddie Mercury e noi gli dedicammo una intera giornata. Venni chiamato anche a sonorizzare il premio Caschi d'oro al Palasport dove molti campioni furono premiati.

  Leo scorazzava come unpazzo fra gli stand sulla minimoto!La mitica macchinina autoscontro costruita da Leo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco cosa ci faceva con la benzina...